
Due scosse di fortissima intensità hanno colpito il Venezuela. Il bilancio delle vittime sale di ora in ora. La Croce Rossa è già sul campo, ma serve aiuto immediato e il supporto di tutti. Interi complessi residenziali sono stati colpiti e decine di edifici sono stati completamente distrutti. Si stimano più di 580 morti con numeri in costante aggiornamento, circa 3.000 feriti e migliaia di persone disperse. Un bilancio, purtroppo, destinato a salire.
La Croce Rossa Italiana, parte del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, ha immediatamente attivato una raccolta fondi per supportare l’enorme lavoro della Consorella venezuelana in prima linea nella risposta all’emergenza.
La Croce Rossa grazie alla concessione stabilita dalle norme vigenti dallo stato (DPR 04/09/2002 n° 254 - DPR 08 gennaio 2001 n° 37 – DPR 13 febbraio 2001 n° 189), è incaricata a provvedere al ritiro dei beni fuori uso delle Pubbliche Amministrazioni (carta da macero, carta d’archivio, materiale ferroso, apparecchiature, computer, arredi, automezzi, legname, lastre radiografiche d’archivio ecc).
La legge nasce per far sì che questi beni dismessi (se ancora utilizzabili perché in buono stato) possano diventare utili alla Croce Rossa Italiana per fini istituzionali interni oppure per alleviare le necessità di popolazioni o individui indigenti.
Quando il materiale dismesso non trova impiego nelle destinazioni citate (in quanto non più utilizzabile) viene inviato agli impianti di riciclaggio. In alcuni casi da questo riciclaggio ne deriva una fonte economica di sostegno alle attività della Croce Rossa Italiana (scopo per il quale la legge suddette sono state istituite).
La normativa in materia ha origine già negli anni '30 del secolo scorso (Art. 7 del Regio Decreto Legge 12/02/1930 n. 84 convertito nella Legge 578 del 17/04/1930 e successive proroghe): a quei tempi ad esempio, solo dalla vendita della carta da macero la Croce Rossa Italiana ricavava gran parte dei suoi finanziamenti.
Purtroppo negli anni questo è venuto meno e molte volte lo smaltimento per la Croce Rossa può essere più un costo che una fonte di finanziamento.
Rimane però un obbligo di legge per le pubbliche amministrazioni che devono smaltire i beni dismessi sopra citati, di contattare preventivamente la Croce Rossa Italiana se ha l’interesse al ritiro. Solo in assenza di interesse da parte della Croce Rossa Italiana (che avviene con atto formale scritto), la pubblica amministrazione può procedere allo smaltimento nella formula che più ritiene vantaggiosa.
Nel 90% dei casi la Croce Rossa provvede al ritiro del materiale con nessun onere a carico della pubblica amministrazione cedente.
La Croce Rossa si occupa del ritiro anche degli atti d’archivio assoggettati a legge sulla privacy o a segreti di stato o di guerra. In tal caso tutto viene fatto nel rispetto delle norme vigenti in materia ed alla pubblica amministrazione vengono rilasciate tutte le certificazioni dell’avvenuto corretto smaltimento.
Procedura per le Pubbliche Amministrazioni:
La Croce Rossa Italiana, su richiesta, può provvede anche al ritiro di materiali non più utilizzati derivanti da cessazione di attività commerciali, rinnovo esposizioni, sgombero magazzini, dismissione automezzi, ecc..., purché siano in buono stato.
Questi beni possono essere molto utili alla Croce Rossa Italiana per le proprie attività oppure per essere distribuiti a popolazioni o individui indigenti che ne hanno necessità.
Procedura per i privati cittadini o le imprese: