Lunedì 26 Settembre 2022

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Arrivano i profughi, la Croce Rossa allestisce un campo

arrivano profughi allestisce 01Si tratta di una trentina di persone, che saranno inizialmente accolte in un’area appositamente attrezzata nei pressi dell’ospedale

di Alessandra Ceschia

PALMANOVA. Non si sa esattamente quando arriveranno e da dove. Si parla di 120 profughi che potrebbero affluire in tutta la regione nei prossimi giorni. Quello che è certo è che una nuova ondata di migranti sta per essere trasferita in provincia di Udine. E non sarà l’ultima. Allora il Friuli si attrezza per creare un centro di smistamento a livello provinciale, un presidio sanitario dove i richiedenti asilo in arrivo dalla Sicilia troveranno ospitalità e assistenza per un primo screening, prima di essere smistati fra strutture alberghiere, appartamenti o unità abitative messe a disposizione dalle associazioni.

I nuovi arrivi

La riunione operativa nel palazzo della Prefettura di Udine, a distanza di meno di un mese dall’ultimo arrivo, è stata convocata martedì dal prefetto Provvidenza Delfina Raimondo con un preavviso di mezz’ora. Le comunicazioni del Ministero erano essenziali: si sapeva solo che c’era la necessità di trasferire in regione oltre un centinaio di migranti nell’arco di poche ore, di cui una trentina in provincia di Udine. Così sono state mobilitate le associazioni, come Caritas e Vicini di casa, il Comune di Udine, i vertici del comando provinciale dei Carabinieri e Comitato provinciale della Croce rossa.

Si tratta di una trentina di persone, che saranno inizialmente accolte in un’area appositamente attrezzata nei pressi dell’ospedale. In Regione potrebbero arrivare circa 120 persone, ma suddivise in più scaglioni : ecco le immagini dell'allestimento del campo

ll rischio sanitario

È ormai il quinto trasferimento in provincia di Udine da quando, sotto l’egida dell’operazione “Mare nostrum”, una nuova marea umana ha cominciato ad approdare sulle coste italiane. È evidente come sia necessario evitare che questo nuovo allerta si trasformi in un’emergenza sanitaria, è quindi indispensabile che i nuovi arrivati siano sottoposti a visite mediche e accertamenti diagnostici che permettano di escludere la presenza di varie forme di tubercolosi, fra le quali alcune resistenti agli antibiotici, individuare eventuali infezioni da Hiv, o patologie infettive di altro tipo, e predisporre i presidi sanitari necessari prima che gli ospiti siano sistemati. Ecco perché, nel corso dell’incontro in Prefettura, è nata l’idea di individuare un centro di smistamento a livello provinciale.

arrivano profughi allestisce 02L’accordo

L’Ass 5, da parte sua, ha messo a disposizione il personale dell’area di emergenza diretto dal dottor Luciano Strizzolo per le operazioni di screening e un’area verde attigua all’ospedale di Palmanova. Restava però il rischio di intasare il pronto soccorso e di creare problemi agli altri utenti. E poi c’era la necessità da parte della Prefettura di trovare una collocazione temporanea per i nuovi arrivati visto che, con l’arrivo della stagione turistica, la disponibilità da parte delle strutture alberghiere, comincia a scarseggiare. «La Croce rossa ha risposto immediatamente alla richiesta della Prefettura - commenta il funzionario del Comitato provinciale Fabio di Lenardo – e, considerando la difficoltà a individuare nell’immediato una sistemazione, abbiamo proposto al prefetto le nostre risorse per una soluzione».
 

La tendopoli

La Croce rossa ha così progettato una specie di ospedale da campo, un centro sanitario destinato all’accoglienza dei migranti che è stato messo in piedi nell’arco di poche ore e che da ora in poi dovrebbe essere il nuovo modello operativo per fronteggiare le emergenze. Il comitato locale di Palmanova ha montato una tenda pneumatica con una quarantina di brandine per accogliere i migranti, dal Comitato provinciale è stata spedita una tenda decagonale con panche e tavoli per ospitare una cinquantina di persone all’interno della mensa collettiva dove saranno distribuiti i pasti. Servizi igienici, spogliatoi e docce hanno preso forma in capo a poche ore e un ambulatorio medico mobile è si è materializzato all’interno del centro, con tanto di ambulanze a disposizione. Una ventina di volontari hanno lavorato a pieno ritmo per predisporre ogni cosa e una decina di persone (interpreti, assistenti sociali, psicologi, medici e autisti) sono state precettate per trasferire i migranti dall’aeroporto al nuovo centro sanitario. Nella serata di ieri, tutti erano ancora in attesa di una chiamata.

Spirito di squadra

«È bastata una telefonata e i nostri volontari, lavoratori studenti o pensionati, si sono attivati – commenta il presidente del Comitato provinciale Sergio Meinero – quelli di Palmanova, coordinati da Maurizio Blasi, si sono messi a disposizione dimostrando con grande generosità»

Fonte: messaggeroveneto.it


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