Lunedì 30 Marzo 2020

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Il Codice di riforma del terzo settore preoccupa la CRI FVG

Assemblea3SettoreIl Codice del terzo settore è una recente normativa (decreto legislativo 117/2017) che ha come obiettivo principale il riordino del mondo del no profit.
Se da un lato la regolamentazione era attesa da tempo dagli enti del settore, ora l'applicazione di alcuni suoi articoli comporta l’insorgere di importanti criticità per lo sviluppo del volontariato nella nostra regione.
Primo tra tutti è la presunta incompatibilità tra l'essere dipendente e svolgere attività di volontariato nello stesso ente/associazione.

Può sembrare paradossale parlare di dipendenti in un associazione di volontariato, ma occorre tenere conto che spesso a tali associazioni sono demandate attività che impongono una continuità di servizio non garantibile con soli volontari; l'esempio più lampante è il servizio ambulanza.
D'altro canto però i Comitati CRI, come pure altre associazioni di volontariato, sono impegnati in una miriade di altre importantissime attività a favore della comunità. A solo titolo di esempio, che non riesce ad essere esaustivo, la CRI svolge servizi sociali e socio-sanitari, corsi di primo e pronto soccorso, attività di protezione civile e risposta a calamità, diffusione tra i giovani della cultura di cittadinanza attiva, diffusione del Diritto Internazionale Umanitario.

Vietare ai dipendenti di svolgere attività di volontariato in questi settori, comporterebbe non solo la perdita di operatori impegnati a fornire questi importanti servizi alla comunità, ma pure un impoverimento del tessuto associativo e la perdita di quel preziosissimo scambio in cui le conoscenze dei volontari vengono arricchite dal contatto coi professionisti, mentre la motivazione dei professionisti è incentivata dallo spirito e dall’etica dei volontari.

Si genererebbe inoltre il paradosso per cui i dipendenti CRI potrebbero spendere le competenze acquisite nella Croce Rossa soltanto presso altri enti, diversi dalla stessa associazione che li ha formati.
Si andrebbe inoltre a limitare la libertà ed il diritto, previsti all'art. 2 della Costituzione Italiana, di  contribuire, attraverso la partecipazione al volontariato organizzato, allo sviluppo del tessuto sociale.

Sulla base di tutte queste considerazioni, tutti i Presidenti dei Comitati territoriali CRI della Regione e l'intero Consiglio Direttivo Regionale CRI FVG hanno votato all'unanimità e inviato alla Presidenza Nazionale ed al Consiglio Direttivo Nazionale della Croce Rossa Italiana una mozione con la quale si propone una modifica del decreto di riforma.
La proposta consiste nel superare l’incompatibilità tra lo status di dipendente e quello di volontario, a favore di una incompatibilità tra le mansioni di dipendente e il corrispondente servizio di volontariato. In altre parole il dipendente non potrebbe svolgere come volontariato le stesse mansioni per le quali è stato assunto, mentre rimane libero di svolgere attività in qualsiasi altro campo di intervento della Croce Rossa Italiana.

(testo integrale della mozione)


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